Ci stiamo fumando il futuro dell’istruzione

By: Pier Giorgio0 comments

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L’Italia e gli italiani investono poco o niente in istruzione. È questa la causa di tutti i mali del nostro Paese? Forse sì, forse no.

Gli investimenti in istruzione

L’Italia nel 2014 ha investito in istruzione soltanto il 4% del PIL (media Ocse: 5,2%), di cui soltanto l’1% nell’università (media Ocse: 1,6%).

Di queste ultime, un quarto proviene da fonti private e la restante parte dal sistema pubblico (media Ocse per spesa privata: 31%). Lo Stato si dimentica di istruire la sua popolazione e non fornendo un esempio virtuoso ai propri cittadini, non li incentiva ad investire sul proprio progresso.

Istruzione in fumo

“Italia, popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori e trasmigratori”. Dai dati di Euromonitor sembra invece che gli italiani siano un popolo di “alcolizzati e fumatori“. La crisi ha colpito infatti non tutte le categorie di spesa: si riducono i consumi alimentari mentre aumentano quelli di alcool e tabacco. ​

L’istruzione viene considerata la meno importante tra tutte le altre voci di spesa sino al settimo decile della popolazione. Il decile più povero della popolazione spendesse circa 37 volte in più per alcool e tabacco rispetto a quanto destinasse per istruzione. Inoltre, anche a livello complessivo, gli italiani avevano consumato 48,69 miliardi di euro in alcool e sigarette (19,35 dal primo al quinto percentile) e soltanto 11,71 miliardi di euro in istruzione (1,34 dal primo al quinto percentile).

​Soltanto i ceti più elevati riescono a capire l’importanza dello studio. Per i ceti più bassi, più che un problema di mancanza di risorse (vengono destinati a beni inutili e potenzialmente a dannosi) c’è un forte problema di mancata comprensione dei benefici della laurea. Bisogno ripeterlo ora e sempre che laurearsi conviene! L’importante però è seguire le proprie passioni e conoscere adeguatamente le richieste di laureati delle imprese italiane.

Per ridurre i 48,69 mld di spesa per alcool e sigarette (19,35 dal primo al quinto percentile) ed aumentare gli 11,71 spesi in istruzione (1,34 dal primo al quinto percentile), c’è bisogno che lo Stato attui delle politiche per rimediare a questo problema. L’istruzione è infatti l’unico ascensore sociale disponibile e questo dovrebbe essere comunicato dal MIUR in maniera efficace.

E’ per questo motivo abbiamo scritto la prima guida all’università che, tenendo in considerazione le esigenze presenti e future del mercato del lavoro, vuole indicare come sfruttare le potenzialità dell’università..

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