Uno dei criteri più utilizzati per valutare un percorso di studi è il ritorno economico dopo la laurea. Ma non tutte le lauree offrono le stesse prospettive retributive. Alcuni percorsi si distinguono per livelli salariali medi più alti già nei primi anni dopo il titolo. Abbiamo analizzato i dati contenuti nella XXVII Indagine AlmaLaurea (2025) sulla condizione occupazionale dei laureati, mettendo a confronto le retribuzioni mensili nette a un anno dalla laurea nei diversi percorsi.
Oltre 200 euro di differenza media tra triennale e magistrale
Partiamo dal quadro generale. A un anno dalla laurea, un laureato triennale percepisce in media 1.285 euro netti al mese. Il dato cresce per chi prosegue gli studi: i laureati magistrali biennali raggiungono 1.487 euro, mentre i magistrali a ciclo unico arrivano a 1.532 euro.
In termini medi, il passaggio dalla laurea triennale a un percorso magistrale si traduce in uno scarto retributivo superiore ai 200 euro netti al mese a un anno dal titolo. Il livello del titolo, dunque, incide in modo significativo sul ritorno economico nel breve periodo. Ma le differenze diventano ancora più evidenti quando si scende nel dettaglio delle singole classi di laurea.
Le professioni sanitarie brillano tra le lauree triennali
Tra le lauree triennali, la retribuzione media più elevata si registra per “Scienze e tecnologie della navigazione” (L-28), con 1.996 euro netti mensili. Seguono le “Professioni tecniche per l’edilizia e il territorio” (L-P01) con 1.876 euro, e le “Professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica” (L/SNT1) con 1.727 euro.
Va però segnalato che, nei primi due casi, il valore medio è influenzato dal numero contenuto di intervistati, elemento che può amplificare le oscillazioni. Se restringiamo l’analisi alle sole classi di laurea con almeno mille laureati intervistati a livello nazionale, il quadro cambia parzialmente. Accanto alle Professioni sanitarie infermieristiche emergono le Professioni sanitarie tecniche (L/SNT3), che raggiungono 1.694 euro, e Scienze dei servizi giuridici (L-14), con 1.599 euro.
Tra le lauree magistrali biennali, il podio è interamente occupato da ingegneria
Ai primi posti troviamo infatti tre classi di laurea legate all’area ingegneristica: “Ingegneria della sicurezza” (LM-26) guida la classifica con 1.874 euro, seguita da “Ingegneria elettrica” (LM-28) con 1.869 euro e da “Ingegneria aerospaziale e astronautica” (LM-20) con 1.853 euro.
La prima classe non appartenente all’area dell’ingegneria è Scienze delle professioni sanitarie tecniche (LM/SNT3), che con 1.836 euro netti mensili si colloca al quinto posto della classifica. Scienze della difesa e della sicurezza (LM/DS), al sesto posto, registra una retribuzione media pari a 1.833.
Odontoiatria emerge tra le magistrali a ciclo unico
Con una media pari a 2.022 euro, “Odontoiatria e protesi dentaria” (LM-46) è la laurea magistrale a ciclo unico con la retribuzione mensile netta più alta. “Medicina e chirurgia” (LM-41) è seconda con 1.857 euro. Chiude il podio “Farmacia e farmacia industriale” (LM-13) con 1.512 euro.
Fonte: Elaborazione Osservatorio Talents Venture su AlmaLaurea (XXVII Indagine, 2025). I dati fanno riferimento ai laureati nell’anno solare 2024.