Quanto OpenAI paga i suoi dipendenti?
L’AI continua a “tirare” l’intero comparto tech e a ridisegnare le regole del gioco. Da qui, la domanda che ha guidato l’analisi di questo mese: cosa ci raccontano – davvero – gli annunci di lavoro di una delle aziende più importanti del mondo, OpenAI, su come sta cambiando il mercato del lavoro tech? Un piccolo viaggio nelle job offer di OpenAI che viene fatto per la prima volta in Italia.
OpenAI, chi sta cercando? Il nuovo identikit del lavoro tech
L’analisi degli annunci di lavoro pubblicati da OpenAI rivela le priorità occupazionali del settore AI: al primo posto spiccano i Software Engineer, che rappresentano il 31% delle posizioni aperte, seguiti da Infrastructure & Operation Engineer e Marketing & Growth Specialist (entrambi al 14,6%), e dai Research Engineer (9,1%). Lo sviluppo software resta centrale, ma cresce anche la richiesta di figure che sappiano scalare, gestire l’infrastruttura e promuovere la crescita commerciale.
Il cuore (e cervello) a San Francisco
L’87% degli annunci di lavoro di OpenAI è localizzato negli USA, con una netta concentrazione a San Francisco. Europa e Asia si spartiscono appena il 12%, mentre l’Oceania si ferma all’1%. Anche il lavoro da remoto è residuale: solo il 5% delle offerte è “remote”, e solo per candidati statunitensi. Segno che, almeno per ora, l’industria dell’AI privilegia la prossimità fisica ai suoi hub principali. Un paradosso interessante: nell’era dell’IA e della digitalizzazione, l’innovazione nasce dove le persone si incontrano e si confrontano in presenza.
AI, stipendi da capogiro e un’Italia ai margini del gioco
L’intelligenza artificiale sta generando una nuova élite economica, dove il valore di singoli talenti può competere con quello di intere aziende. Negli Stati Uniti, figure come Research Engineer o Research Scientist presso OpenAI superano i 438.000 euro annui, esclusi bonus e stock option, che in una realtà valutata 500 miliardi di dollari possono risultare estremamente generosi. Il dato è ancora più impressionante se confrontato con il panorama italiano: un ricercatore OpenAI guadagna quanto il 30% del fatturato medio di una tech company italiana e sette volte più di un lavoratore medio del settore. Ma il divario è anche occupazionale. In Italia, i Research Engineer risultano praticamente assenti dalle ricerche. Per i Software Engineer la domanda è ampia, ma tra le aziende che operano in Italia e cercano attivamente questi profili, solo una (Bending Spoons) è stata fondata da italiani. Il quadro che ne emerge è quello di un Paese scollegato dalle dinamiche globali più avanzate.
Il vero gap è di ambizione
“Chi programma l’AI, chi programma il mondo”. Il confronto tra Stati Uniti e Italia nel settore dell’intelligenza artificiale mostra uno squilibrio che va ben oltre le differenze economiche o tecnologiche: si tratta prima di tutto di una distanza fatta di mancanza di visione e ambizione. L’America investe, rischia, sperimenta. Noi spesso osserviamo, discutiamo, rimandiamo. Le risorse più preziose – ambizione e visione – non richiedono capitali. E quelle sì che sono equamente distribuite. Sta a noi utilizzarle.
La nostra ultima analisi
“Cosa raccontano le offerte di lavoro di Open AI?” è la nostra ultima analisi che mostra come il valore del talento, oggi, può eguagliare quello di un’impresa.
Partiamo dalla domanda di ricerca
Nel processo di transizione digitale, l’AI assume un ruolo centrale. L’utilizzo di questo strumento tecnologico continua a modificare il mondo in cui viviamo, velocemente, impattando anche sulla domanda di lavoro a livello internazionale. Per questo, nel mese di novembre abbiamo mappato le offerte di lavoro pubblicate da OpenAI per capire cosa cerca, dove assume e quanto paga l’azienda leader al mondo dell’AI.
Definiamo il perimetro di analisi
Per rispondere a questa domanda abbiamo analizzato i dati di OpenAI sul numero di annunci dei ruoli professionali più ricercati ed elaborato le rispettive macrocategorie di appartenenza. In aggiunta, abbiamo utilizzato i dati Istat per calcolare il fatturato e il salario medi delle imprese tech1 in Italia. Mentre, con i dati di Revelio Labs abbiamo mappato il numero di annunci pubblicati in Italia per le figure professionali maggiormente richieste da OpenAI.
Le principali evidenze dell’analisi
Software Engineer al primo posto. I dati sugli annunci di lavoro attivi a ottobre 20252 sul sito di OpenAI mostrano una netta prevalenza di alcune categorie3 di figure ricercate e appartenenti al settore delle nuove tecnologie: Software Engineer (31%), Infrastructure & Operation Engineer (14,6%), Marketing & Growth Specialist (14,6%) e Research Engineer (9,1%). L’individuazione di queste figure può fornirci chiavi di lettura interessanti sull’evoluzione del panorama occupazionale, stimando le competenze che sono e saranno ricercate da imprese simili ad OpenAi.
Una geografia sbilanciata dell’innovazione. L’87% degli annunci OpenAI ha gli Stati Uniti (e per la maggior parte San Francisco) come luogo di lavoro, mentre, il 6% degli stessi si registra sia per l’Asia che per l’Europa ed il restante 1% in Oceania. Tra le diverse posizioni ricercate, solo il 5% sul totale è in modalità “remote” (US), un dato che evidenza la preferenza del lavoro svolto in presenza anche nel settore AI. In secondo luogo, emerge una forte divergenza tra l’Europa e l’Asia: il 90% delle posizioni aperte in Europa è rivolto all’area tecnologica, mentre il 73% delle posizioni destinate all’Asia è per l’area commerciale. Un dato interessante che ci racconta come la creazione di nuove tecnologie basate sull’AI sia concentrata in Occidente, con gli US protagonisti, mentre in Oriente prevale la ricerca di profili orientati alla commercializzazione dei prodotti finiti.
La ricchezza che riesca di polarizzarsi. Dai dati OpenAI emerge con chiarezza l’asimmetria economica del nuovo mercato dell’intelligenza artificiale. Negli Stati Uniti, i salari medi per ruoli come Research Engineer o Research Scientist superano i 438.000 euro annui4. Il valore della produzione di un singolo individuo può ormai competere con quello generato da un’intera impresa: il salario mediano di un ricercatore OpenAI equivale al 30% del fatturato medio di un’azienda tech italiana. In prospettiva comparata, un dipendente OpenAI guadagna circa sette volte più di un lavoratore del settore tecnologico in Italia.
Per avvicinare questo scenario al contesto nazionale, abbiamo analizzato le prime 15 aziende per numero di annunci su Revelio Labs rivolti ai profili più ricercati da OpenAI. La figura del Research Engineer resta marginale: gli annunci sono pochissimi e Datalogic è al primo posto. Mentre per Software Engineer i volumi di ricerca sono maggiori, con Canonical in testa, seguita da grandi agenzie per il lavoro (Adecco, Randstad, Synergie, ManpowerGroup, PageGroup). Tra le aziende italiane, solo Bending Spoons riesce a entrare nella top ten, confermando la scarsità di player nazionali capaci di competere sui profili più avanzati.
1. Imprese attive nella Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse (Ateco 2007), anno 2023 (ultimo disponibile) 2. Data di estrazione dei dati da OpenAI Careers: 13 ottobre 2025 3. Categorie elaborate a cura di Talents Venture sulla base della descrizione delle posizioni lavorative offerte 4. Salario ottenuto dalla media tra il salario massimo e il minimo offerti in ciascun annuncio di lavoro nella piattaforma OpenAI Tali retribuzioni non includono né stock option (che per una società che vale 500 miliardi di dollari possono essere molto generose), né bonus cash, assicurazioni e welfare aziendale 5. Data di estrazione dei dati da Revelio Labs: 13 ottobre 2025