La scelta dell’università coincide spesso con la scelta della città in cui vivere. Ma le città universitarie non hanno tutte lo stesso peso nel sistema italiano. Alcune attraggono volumi di iscritti nettamente superiori.
Abbiamo analizzato i dati del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) sugli iscritti al primo anno nei corsi di laurea italiani, aggregandoli rispetto alla sede didattica per individuare le città con il maggior numero complessivo di studenti universitari recentemente iscritti. Inoltre, nell’analisi abbiamo escluso le università telematiche, perché per questi atenei l’informazione sulla sede didattica non è comparabile con quella delle università in presenza.
Un panorama dominato dalle grandi sedi storiche, con Roma e Milano prime con distacco
Non è una sorpresa: le grandi città dominano la geografia universitaria italiana. Guardando al numero di nuovi iscritti ai corsi di laurea, le prime posizioni sono occupate dalle principali sedi accademiche del Paese. Roma guida la classifica, seguita da Milano, Torino, Napoli e Bologna.
Il distacco delle prime due città è evidente. Roma e Milano registrano infatti volumi di nuovi iscritti nettamente superiori alle altre sedi universitarie: circa 62 mila nel caso della capitale e 58 mila per il capoluogo lombardo, valori quasi doppi rispetto alle città che seguono.
Torino e Napoli, terza e quarta in classifica, superano di poco i 30 mila iscritti al primo anno. Bologna, pur restando tra i principali poli universitari del Paese, si colloca più indietro con circa 18 mila nuove matricole.
Una parte della spiegazione sta nella struttura del sistema universitario locale. Roma e Milano non sono solo grandi città: sono anche quelle con il maggior numero di atenei. Nella capitale hanno sede le attività didattiche di dodici università diverse, mentre Milano ne ospita sette.
La concentrazione non è solo nazionale, ma influenza anche le diverse regioni del Paese
Questa concentrazione in poche grandi sedi non riguarda solo il quadro nazionale. Lo stesso schema emerge anche osservando separatamente le diverse macroregioni del Paese, dove alcune città funzionano da poli universitari dominanti:
- Nel Centro Italia, dopo Roma, i principali punti di riferimento sono Firenze, con circa 16 mila nuovi iscritti, e Pisa, che ne registra circa 12 mila.
- Nelle Isole, la concentrazione si distribuisce soprattutto tra le grandi città siciliane — Catania (circa 13 mila) e Palermo (circa 11 mila) — mentre in Sardegna il principale polo universitario è Cagliari, con circa 7 mila matricole.
- Nel Nord-Est, oltre al caso di Bologna, emerge chiaramente Padova, che sfiora i 18 mila nuovi iscritti.
- Nel Nord-Ovest, come visto, la scena è dominata da Milano e Torino, le due principali destinazioni universitarie dell’area.
- Nel Sud, infine, accanto a Napoli si distingue Bari, che registra circa 13 mila studenti al primo anno.
C’è poi un’ultima curiosità. La concentrazione in poche città non è un fenomeno recente. Se si confronta il peso di ciascuna sede universitaria all’interno della propria macroregione con quello di dieci anni fa, i valori risultano sorprendentemente simili. Un esempio: Roma rappresenta oggi (come allora) quasi la metà dei nuovi iscritti del Centro Italia.