Nota osservatorio-Istruzione

Ci stiamo disinnamorando della sostenibilità?

L’avvicinarsi dell’Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra del 22 aprile, offre l’occasione per
riflettere sul ruolo della sostenibilità nella formazione universitaria e nel mercato del lavoro.

 

Negli ultimi anni il tema ha acquisito grande visibilità nel dibattito pubblico e nelle strategie delle imprese,
ma ad oggi quanto è effettivamente centrale nei percorsi universitari e nelle competenze richieste
dalle aziende?

Dopo aver analizzato nella nota di febbraio la presenza di donne in tutta la filiera universitaria, questo mese ci focalizziamo sull’offerta e sulla domanda di competenze legate alla sostenibilità.

In questa nota analizziamo due dimensioni: da un lato, l‘evoluzione dell’offerta e della domanda di corsi universitari che richiamano la sostenibilità nel titolo; dall’altro, gli annunci di lavoro che fanno esplicito riferimento alla sostenibilità nel job title, tramite una mappatura degli annunci di LinkedIn.

L’obiettivo è capire se la sostenibilità è un fenomeno consolidato nella filiera formazione-lavoro, e quanto le competenze sviluppate nei percorsi universitari trovano riscontro nelle richieste del mercato del lavoro.

 

Una nota di metodo. Come potrete leggere nella metodologia dell’analisi, per svolgerla abbiamo dovuto scegliere delle parole chiave e questo limita inevitabilmente l’analisi, sia sul lato dell’offerta formativa sia su quello della domanda di lavoro. Da un lato c’è il rischio di gonfiare i numeri, perché in momenti di attenzione mediatica tutti usano le stesse parole. Dall’altro si finisce per sottovalutare quei corsi e quelle aziende che hanno usato nomenclature più tecniche senza bisogno di apporre etichette comunicative. Abbiamo scelto di rinunciare a questa granularità per poter fare un’analisi più ampia. È un compromesso che dichiariamo apertamente e che, nelle prossime edizioni, proveremo a superare.

 

Un’offerta formativa in crescita ma ancora di nicchia

Nel decennio 2015/16-2024/25, i corsi di laurea che richiamano alla sostenibilità nel titolo (1) sono aumentati in modo significativo, passando da 23 a 185, ma nonostante questa crescita, l’offerta “green” rappresenta ancora un segmento limitato, costituendo solo il 3% dell’offerta formativa complessiva (2).

La crescita ha riguardato soprattutto i corsi di laurea magistrale che oggi costituiscono il 66% dell’offerta legata alla sostenibilità. Questo dato evidenzia come la sostenibilità rappresenti oggi una proposta di specializzazione, un “plus” da aggiungere al curriculum in una fase avanzata del proprio percorso universitario. In più, si tratta di una competenza che si sviluppa in ambiti precisi: i gruppi Economico, Scientifico, e Architettura e Ingegneria Civile, infatti, raccolgono circa i due terzi dell’offerta “green” del 2024/25.

 

Fig. ()

 

I corsi “green” attirano 1 nuova iscrizione su 100

Alla domanda se l’apertura di nuovi corsi a tema sostenibilità sia riuscita ad attirare più studenti, possiamo dare una risposta positiva. Rispetto al 2015/16, gli iscritti al primo anno a questi corsi sono cresciuti più di otto volte, un aumento di 6.416 unità trainato principalmente dalle iscrizioni ai corsi magistrali, dove oggi si concentrano i due terzi degli iscritti al primo anno, una proporzione quasi identica a quella osservata sul lato dell’offerta.

Tuttavia, nonostante la notevole crescita in termini assoluti, la domanda “green” risulta estremamente contenuta in termini relativi. Gli iscritti al primo anno a corsi in tema sostenibilità rappresentano solo l’1% degli iscritti al primo anno totali e la maggior parte si concentra nei gruppi disciplinari che offrono più corsi nell’ambito. 

Anche dal lato della domanda, quindi, nonostante la crescita, la sostenibilità rimane un ambito di nicchia, senza modifiche strutturali nel decennio. I numeri restano piccoli e le classi non crescono: oggi un corso sulla sostenibilità accoglie, in media, 40 iscritti al primo anno, solo uno in più rispetto a dieci anni fa.

 

grafico

 

I laureati sono pochi e concentrati nei grandi poli formativi

Il numero contenuto di iscritti ai corsi “green” si riflette anche nel numero di laureati. Nel 2024, sono usciti dagli atenei italiani oltre 400 mila laureati, ma solo 2.421 hanno ottenuto un titolo in tema sostenibilità, pari allo 0,6% dei laureati totali. 

grafico the marzo

 

Proprio perché il numero dei laureati è contenuto, diventa particolarmente rilevante la loro concentrazione tra i 42 atenei che, nel 2024, hanno registrato laureati nell’ambito. Nel 60% dei casi, la laurea in sostenibilità è stata conseguita in un ateneo del Settentrione (3) e, in un caso su due, in atenei di grandi dimensioni (20.000 – 59.999 iscritti complessivi). Nella maggior parte degli atenei si tratta di coorti ridotte: solamente nove atenei contavano più di 100 laureati con competenze in ambito sostenibilità, di cui solo quattro ne contavano oltre 150 (Tab.1). 

Di conseguenza, oltre ad essere pochi, i laureati in sostenibilità sono anche distribuiti in modo disomogeneo nel territorio e tra tipologie di ateneo, concentrandosi nei grandi poli del Nord del Paese.

 

I Poli della Sostenibilità

Primi tre atenei per laureati in corsi sulla sostenibilità (2024)

Tipologia ateneo Ateneo Laureati in corsi sulla sostenibilità
Mega atenei (oltre 60.000 iscritti) Roma La Sapienza 259
Milano 109
Padova 102
Grandi atenei (20.000 – 59.999 iscritti) Torino Politecnico 286
Parma 259
Milano Politecnico 156
Atenei medi (10.000 – 19.999 iscritti) Siena 103
Trento 45
Marche 39
Atenei piccoli (meno di 10.000 iscritti) Roma Mercatorum – telematica 74
Roma Luss 34
Napoli Benincasa 33
FONTE: Elaborazione L’Osservatorio Talents Venture su dati MUR

 

L’attrattività di una laurea in sostenibilità nel mercato del lavoro

I laureati dei corsi a tema sostenibilità aspirano certamente a poter applicare le competenze acquisite nell’ambito lavorativo, proprio per la particolare specificità della loro formazione.

Per indagare la domanda di figure specializzate in sostenibilità, durante il 2025 abbiamo condotto una mappatura mensile degli annunci pubblicati su LinkedIn, selezionando quelli che riportavano nel job title la parola “sostenibilità” o “sustainability”. Si tratta di un perimetro deliberatamente circoscritto, che non restituisce un quadro esaustivo del mercato del lavoro, ma offre un’indicazione utile e replicabile nel tempo. 

Nel complesso, sono stati pubblicati 565 annunci che facevano chiaramente riferimento alla sostenibilità nel job title, una media di 47 annunci al mese. Inoltre, quasi la metà degli annunci totali offriva tirocini o posizioni entry level, quindi dedicati specialmente a neolaureati. Ripetendo l’analisi a gennaio 2026 con lo stesso perimetro, gli annunci pubblicati risultano 126 – più del doppo della media mensile del 2025, un segnale da osservare con attenzione nei prossimi mesi. 

 

Un amore crescente ma ancora debole

Abbiamo visto come l’interesse per la sostenibilità in ambito formativo sia cresciuto considerevolmente nell’ultimo decennio, sia in termini di offerta sia in termini di domanda, ma i laureati con queste competenze rappresentano ancora una goccia nell’oceano delle lauree totali. Guardando agli annunci di lavoro con job title “green” su LinkedIn nel 2025, emerge una domanda di competenze in tema sostenibilità corrispondente a meno di 1 laureato “green” su 4 – proporzione che si riduce ulteriormente considerando solo le posizioni entry level. Siamo consapevoli che si tratta di uno sguardo parziale, che non riesce a restituire la complessità reale del mercato, ma viene da chiedersi quali saranno gli sviluppi futuri: le competenze in tema sostenibilità troveranno più spazio nel mondo universitario? E nel mondo lavorativo la richiesta crescerà o rimarrà una nicchia?

 

La prossima Nota dell’Osservatorio Talents Venture

Internazionalizzazione: quanto e da dove attraggono gli atenei italiani?

Spesso si parla di quanto il nostro Paese esporti studenti italiani all’estero, mettendo in secondo piano la capacità dell’università italiana di attrarre internazionali. Nella newsletter di aprile analizzeremo le caratteristiche del fenomeno dell’internazionalizzazione negli atenei italiani.

Per ricevere la prossima nota del nostro Osservatorio, puoi iscriverti alla nostra newsletter The Higher Education.

 

Fonte: le analisi relative al sistema universitario italiano sono elaborazioni Osservatorio Talents Venture su dati MUR, mentre quelle relative agli annunci di lavoro sono risultato di una mappatura qualitativa degli annunci LinkedIn svolta nel 2025 con cadenza mensile.
(1) Nota metodologica: sono stati considerati corsi di laurea sulla sostenibilità tutti i corsi che riportavano almeno una delle seguenti parole nella loro nomenclatura: “sostenibil”, “sustainab”, “ESG”. Siamo consapevoli che questa scelta potrebbe ridurre il perimetro ma ci siamo voluti concentrare su alcune parole chiave nello specifico per poter rendere la nostra analisi più capillare possibile.
(2) I corsi interclasse sono soggetti a double-counting.
(3) Il dato comprende anche gli atenei telematici.

 

#In Evidenza

Cosa ci dicono le scelte di assunzione di Anthropic?

I nostri ultimi articoli

Ogni mese,
un dato

Lo trovi nelle nostre newsletter, create per aggiornarti su istruzione e mondo del lavoro

newsletter mockup tv16226