Nota osservatorio-Competenze

Il settore bancario tra tradizione e segnali di cambiamento

Questo mese abbiamo analizzato gli annunci di cinque tra i principali gruppi bancari italiani, per capire quali profili e competenze siano oggi più richiesti e cosa contraddistingue le posizioni aperte.

Dall’analisi emergono alcuni spunti interessanti, tra i quali:

  • Il 38% degli annunci cerca profili a contatto con il cliente, ma emergono alcune
    figure che possono portare l’IA nella banca
  • Due annunci su tre fanno riferimento a competenze digitali
  • I benefit monetari trovano più spazio della RAL

Il cuore del lavoro bancario resta la relazione con il cliente, ma l’IA inizia a farsi spazio

Le trasformazioni digitali degli ultimi anni stanno ridisegnando le mansioni richieste in molti settori. Nascono nuove professioni, altre si trasformano. Ma come si riflettono questi cambiamenti nel settore bancario?

 

Per rispondere a questa domanda abbiamo analizzato gli annunci di lavoro pubblicati a febbraio 2026 (1) nei siti web di cinque grandi gruppi bancari italiani: Unicredit, Intesa San Paolo, BPER, Banco BPM e Monte dei Paschi di Siena. Complessivamente, abbiamo raccolto 77 posizioni aperte riferite all’Italia. Unicredit e Intesa San Paolo sono i gruppi più attivi nel campione, e rappresentano rispettivamente il 42% e il 38% degli annunci.

Partiamo dai profili professionali ricercati negli annunci. Per analizzarli abbiamo costruito cinque categorie: front office commerciale; finanza strutturata; rischi e governance; tecnologia e dati; e una categoria residuale che abbiamo chiamato “altro”.

Un mese di mappatura degli annunci è un perimetro piccolo, e ne siamo consapevoli. Abbiamo scelto questo compromesso solo per questa Nota dell’Osservatorio per poter fare un’analisi capillare su profili, competenze, benefit e retribuzioni. I numeri cumulati che analizziamo nei nostri lavori, però, non cambiano in modo sostanziale il quadro: la domanda di lavoro in valore assoluto resta bassa e i principali trend che emergono dall’analisi non variano in modo significativo allargando l’orizzonte temporale.

 

A dominare sono i profili commerciali. Con il 38% degli annunci analizzati, si tratta dell’area più rappresentata. All’interno sono ricomprese i profili legati alla gestione e allo sviluppo della clientela, nonché alla vendita e alla distribuzione di prodotti e servizi. Due figure emergono come più richieste: il consulente di filiale e il private banker, che rappresentano entrambi il 13% degli annunci. Se ordiniamo tutti i profili per numero di annunci, queste due figure sono seconda e terza in classifica.

 

La figura più richiesta è però lo specialista nei mercati finanziari. Questo profilo compare nel 16% degli annunci analizzati e risulta il più ricercato nel campione. Lo abbiamo ricondotto alla categoria finanza strutturata, che comprende i ruoli impegnati nelle attività nei mercati dei capitali e nei servizi finanziari avanzati. Nel complesso, questa area è la seconda più presente nel campione con il 18% degli annunci.

 

Al terzo posto si colloca invece l’area rischi e governance. Nella categoria sono inclusi tutti quei profili che si occupano di gestione dei rischi, compliance normativa e processi di controllo aziendale, e insieme rappresentano il 16% degli annunci analizzati. All’interno dell’area, la figura più richiesta è quella dell’analista del rischio, presente nell’8% degli annunci.

 

Solo dopo troviamo l’area tecnologia e dati. Nel campione analizzato, i profili legati alla tecnologia e all’analisi dei dati rappresentano il 14% degli annunci. Ma tra le posizioni pubblicate emergono tre figure interessanti: l’AI engineer, il Predictive AI data scientist e il Senior big data / machine learning engineer. Sono figure direttamente collegate allo sviluppo e all’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale: la loro presenza è certamente limitata, ma possono rappresentare un segnale di come l’IA inizi a trovare spazio anche nel mercato del lavoro bancario.

 

Grafico TFC Marz

 

Le competenze richieste, tra Office e saper comunicare efficacemente

Se i profili raccontano “chi” cercano le banche, le competenze aiutano a capire “cosa” viene richiesto ai candidati. Per analizzarle, abbiamo esaminato le descrizioni degli annunci, individuando e riclassificando le skills citate per poterle confrontare.

 

Non sempre serve una laurea. Nel 17% degli annunci è infatti sufficiente il possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore per accedere alla selezione. La laurea resta, comunque, il requisito più richiesto: compare nel 71% degli annunci analizzati. E tra le discipline più ricercate, oltre a Economia (40% degli annunci) e Finanza (32%), spiccano Ingegneria (26%), Matematica (17%) e Statistica (13%): accanto alle competenze economiche tradizionali acquistano peso anche profili con una formazione più quantitativa.

 

Il digitale è ormai una presenza diffusa. Circa due annunci su tre indicano tra i requisiti il possesso di competenze digitali. Tra queste, la conoscenza del pacchetto Office appare quasi indispensabile: è menzionata nel 47% degli annunci, sia come riferimento all’intera suite sia a strumenti specifici come Excel e PowerPoint. Accanto a queste competenze ormai diffuse iniziano però a comparire richieste legate a tecnologie più avanzate. La conoscenza di strumenti di machine learning è citata nel 12% degli annunci, mentre il linguaggio di programmazione Python nel 10%.

 

Ma contano anche le relazioni. Accanto alle competenze tecniche emergono infatti abilità legate alla dimensione relazionale del lavoro: la capacità di comunicare è citata nel 35% degli annunci, mentre la capacità di lavorare in team compare nel 23% dei casi. Chiude il quadro il problem solving, richiesto nel 16% degli annunci, che richiama la capacità di affrontare situazioni complesse e individuare soluzioni efficaci.

 

Competenze tecniche – Tipologia % Soft skills – Tipologia %
Office 47% Comunicazione 35%
AI & machine learning 12% Lavoro in team 23%
Python 10% Problem solving 16%

 

 

Due annunci su tre parlano di benefit (ma non della RAL). Oltre ai profili e alle competenze richieste, gli annunci di lavoro raccontano anche come le banche cercano di rendere attrattive le proprie offerte. Abbiamo analizzato due elementi presenti negli annunci: da un lato le informazioni sulla retribuzione, dall’altro i benefit offerti ai lavoratori. In particolare, questi ultimi sono stati distinti in benefit monetari — che comportano un vantaggio economico diretto – e benefit non monetari, legati invece alle condizioni e all’esperienza di lavoro.

 

La retribuzione resta spesso implicita. Nel campione analizzato non abbiamo trovato indicazioni numeriche sulla RAL. In alcuni casi sono presenti riferimenti più generici alla componente economica della posizione, come il CCNL, la retribuzione commisurata all’esperienza, o il riferimento ad un rimborso spese. Le informazioni più dettagliate sembrano essere rimandate alle fasi successive del processo di selezione.

 

Più della RAL, negli annunci compaiono benefit monetari. Tra i più ricorrenti compaiono quelli legati al welfare e alla salute dei lavoratori, menzionati nel 23% degli annunci. Si tratta in particolare di strumenti come assicurazione sanitaria, accesso agevolato a servizi sportivi e di benessere o forme di previdenza complementare. Seguono le agevolazioni sui prodotti e servizi bancari, presenti nel 17% degli annunci. Tra queste rientrano, ad esempio, condizioni agevolate su alcuni prodotti finanziari o vantaggi sui servizi bancari, come il conto corrente gratuito.

 

I benefit non monetari. I più frequenti riguardano le opportunità di sviluppo professionale e crescita di carriera, menzionate nel 43% degli annunci, soprattutto attraverso percorsi di formazione dedicati ai lavoratori. Seguono iniziative legate alla flessibilità lavorativa e al work-life balance, presenti nel 18% degli annunci, come orari flessibili o l’adozione di modelli di lavoro ibridi. Nel 17% dei casi, invece, gli annunci fanno riferimento a elementi legati all’ambiente di lavoro e alla cultura aziendale, ad esempio contesti inclusivi, dinamici o internazionali.

 

E lo smart working? Solo tre annunci citano esplicitamente la possibilità di lavorare da remoto nell’ambito di politiche di lavoro ibrido. Due di questi riguardano proprio i profili tecnologici legati all’intelligenza artificiale citati all’inizio dell’analisi.

Grafico TFC Marz

 

(1) Data di estrazione dei dati dai siti delle cinque banche italiane: 13/02/2026.

La consulenza digitale ha già superato il remoto?

Ad aprile guardiamo da vicino tre aziende di consulenza digitale: Accenture, Capgemini ed Engineering. Abbiamo analizzato i loro annunci di lavoro per osservare come si presentano ai candidati e quali elementi scelgono di mettere in evidenza. Un’anticipazione: il full remote compare in meno dell’1% delle offerte.

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