Scegliere una laurea significa orientarsi in un sistema molto ampio. In Italia esistono più di cento classi di laurea tra triennali e magistrali, ed è naturale che, al momento della scelta del percorso universitario, studenti e famiglie si chiedano quali indirizzi offrano prospettive migliori dopo il titolo.
Per rispondere a questa domanda abbiamo analizzato due misure complementari estratte dai dati AlmaLaurea (XXVII Indagine, 2025): il tasso di occupazione, che indica quanti laureati lavorano a un anno dal titolo; e il tempo di reperimento del lavoro, cioè quanti mesi passano in media dal conseguimento del titolo al trovare un’occupazione.
Il tasso di occupazione mostra due ambiti “vincenti”: Ingegneria e Professioni sanitarie prime tra le magistrali
Tra le prime cinque classi di laurea per questa metrica — tutte magistrali — tre sono di Ingegneria (energetica e nucleare, elettronica, informatica) e due dell’area sanitaria (scienze infermieristiche e ostetriche, professioni sanitarie della prevenzione). Non solo: le tre classi che formano il podio registrano livelli di occupazione così elevati che a un anno dal titolo meno di un laureato su venti risulta non occupato.
Anche il tempo di reperimento del lavoro conferma il ruolo centrale dell’area ingegneristica
Esistono infatti cinque classi di laurea (anche in questo caso tutte magistrali) in cui in media il primo impiego arriva in meno di due mesi dal conseguimento del titolo: quattro appartengono a Ingegneria (automazione, elettrica, elettronica, meccanica) e una è legata alla sicurezza informatica.
E nelle triennali? Anche qui dominano le Professioni sanitarie
Le prime quattro posizioni sono occupate interamente dalle classi delle Professioni sanitarie che, già a un anno dal titolo, garantiscono a oltre otto laureati su dieci un’occupazione. La distanza con le altre aree è evidente: la prima classe non sanitaria presente in graduatoria, Scienze dei servizi giuridici (L-14), si ferma al 66%.
Cinque triennali portano a un impiego a meno di tre mesi dal titolo
Tre appartengono alle Professioni sanitarie: riabilitazione, infermieristica e ostetrica, professioni sanitarie tecniche, tutte con tempi medi compresi tra 2,1 e 2,5 mesi. Accanto a loro compaiono però anche due percorsi più “tecnologici”, navigazione e informatica, che si collocano appena sotto i tre mesi (2,7).
Tra le magistrali a ciclo unico il tempo di ingresso nel lavoro resta contenuto
Per tutte le classi considerate si rimane sotto i 3,6 mesi, con il valore più basso registrato da Farmacia e farmacia industriale (2,9). Sul fronte dell’occupazione, invece, a guidare è Medicina e chirurgia (89,7%), seguita a breve distanza da Veterinaria, Farmacia e Odontoiatria, tutte tra l’86% e l’88%.
Se incrociamo occupazione e tempi, quale percorso “vince”?
Tirando le somme, se dovessimo indicare una sola classe di laurea “vincente” capace di combinare al meglio alta occupazione e rapidità di ingresso nel lavoro, la scelta ricadrebbe su Ingegneria elettronica (LM-29). Con un tasso di occupazione del 96% e un tempo medio di reperimento pari a 1,9 mesi dalla laurea, rappresenta il punto di massima combinazione tra le due dimensioni analizzate.