Competenze

Il tramonto del full remote: cosa raccontano gli annunci delle big tech

Dopo aver analizzato nella nota di marzo gli annunci di lavoro di un campione di aziende del settore bancario, in questa nota dell’Osservatorio Talents Venture analizziamo gli annunci pubblicati da tre colossi della consulenza tech italiana: Accenture, Capgemini ed Engineering.

 

329 annunci analizzati (quelli delle banche erano un quarto)

Tra il 16 e il 21 gennaio 2026, le tre aziende della consulenza tech hanno pubblicato 329 annunci di lavoro diretti all’Italia. A marzo avevamo contato 77 annunci pubblicati in un mese da cinque grandi gruppi bancari. La differenza di scala è netta: meno aziende, più annunci. Il modello di business delle società di consulenza potrebbe spiegare molto di questa differenza con i player del mondo bancario (nella consulenza, infatti, elevati livelli di turnover sono strutturali), ma il confronto aiuta a inquadrare la dimensione della domanda di lavoro nei due settori.

 

Il 79% degli annunci cerca profili tech, ma non quelli che ti aspetti

Nella consulenza tech, quasi otto annunci su dieci riguardano figure tech. Nel bancario, questa quota si fermava al 14%. La differenza non sorprende. Quello che sorprende è però la distribuzione: gli annunci si spalmano in modo piuttosto omogeneo tra dieci categorie professionali diverse, dai sistemi di pianificazione aziendale allo sviluppo software. Le figure legate alla cybersicurezza e all’intelligenza artificiale non dominano la scena: anzi, sono tra le meno rappresentate. La domanda di competenze tech è più ampia e variegata di quanto il rumore pubblico sull’IA lascerebbe pensare.

 

Solo il 5% degli annunci riguarda l’intelligenza artificiale. Come nel bancario, è ancora una nicchia

Nella consulenza tech gli annunci esplicitamente legati all’IA sono 17 su 329, il 5% del totale. Nel bancario erano 3 su 77 (4%). In entrambi i settori, l’IA è presente ma marginale rispetto al volume complessivo della domanda di lavoro. Nella consulenza tech, però, i profili di IA si articolano in tipologie diverse: chi sviluppa modelli e applicazioni, chi li applica a contesti industriali (fabbriche, impianti, robotica) e chi si occupa di aspetti strategici e consulenziali. Questa varietà suggerisce che il mercato stia maturando, anche se i numeri restano contenuti. In un momento in cui ogni azienda parla di IA, il fatto che i profili dedicati rappresentino una quota così ridotta degli annunci merita una riflessione.

 

Il lavoro da remoto è praticamente scomparso. In entrambi i settori

Questo è forse il dato più sorprendente del confronto. Nel bancario, solo 3 annunci su 77 menzionavano il lavoro da remoto. Nella consulenza tech, il full remote compare in meno dell’1% degli annunci. La modalità ibrida (27%) è quella preferita quando dichiarata, ma il 68% degli annunci della consulenza non indica nemmeno quale sarà la politica di presenza in ufficio. Due settori diversi, lo stesso schema: l’idea di un passaggio strutturale al lavoro da remoto, emersa durante il Covid, sembra ormai tramontata. Per chi cerca lavoro, la flessibilità non è più un’opzione scontata.

 

Nessuno parla di salario. Ancora

Zero su 77 nel bancario. Quasi zero anche nella consulenza tech: al momento della raccolta dati, . È un dato che colpisce in entrambi i settori e che accomuna realtà molto diverse tra loro. Le aziende preferiscono puntare sulla promessa di crescita professionale (citata nel 97% degli annunci della consulenza tech) e sull’ambiente di lavoro stimolante (oltre il 90%). Restano da vedere gli effetti della normativa sulla trasparenza salariale, che potrebbe cambiare questo quadro già nel corso del 2026.

 

Cosa impariamo dal confronto

Banche e consulenza tech sono mondi lontani per modello di business, volumi di assunzione e profili ricercati. Ma su tre aspetti convergono in modo sorprendente: l’IA è ancora una nicchia nella domanda di lavoro reale, il lavoro da remoto sta tornando a essere un’eccezione e non una regola, e il salario resta il grande assente dagli annunci. Per chi oggi assume, muoversi in modo opposto su questi tre punti potrebbe essere una scelta di posizionamento differenziante. Proprio qui si apre uno spazio per chi vuole competere nella ricerca del talento. Un’azienda che oggi sceglie di indicare la retribuzione nell’annuncio o di offrire una politica chiara sul lavoro da remoto sta facendo qualcosa che i grandi player, per ora, non fanno. E in un mercato in cui i candidati leggono, confrontano e ricordano, questa trasparenza può diventare un vantaggio concreto.

 

 

La Nota dell’Osservatorio Talents Venture di aprile

Il lavoro full-remote in meno dell’1% degli annunci di lavoro dei colossi della consulenza tech

Abbiamo analizzato gli annunci di lavoro pubblicati in Italia da Accenture, Capgemini ed Engineering per capire:

  • quali profili stanno cercando queste tre grandi aziende della consulenza tech
  • in che modo provano ad attrarre i candidati

>VAI ALLA NOTA COMPLETA

 

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