Istruzione-Nota osservatorio

Come è cambiata (e dove si concentra) l’internazionalizzazione nell’università in Italia?

L’internazionalizzazione è oggi uno dei temi centrali per il sistema universitario italiano. Attrarre studenti internazionali è una delle strade – insieme all’apprendimento continuo e all’aumento dei tassi di passaggio dalla scuola secondaria all’università – per affrontare il declino demografico che il Paese registrerà con maggiore intensità nei prossimi anni.

 

Come sempre, l’Osservatorio Talents Venture ha scelto di interrogare i dati per offrire una lettura chiara e basata sulle evidenze. L’analisi è articolata in tre sezioni: la prima analizza l’internazionalizzazione attraverso la lente degli atenei; la seconda applica la stessa logica alle classi di laurea; la terza è dedicata alla provenienza geografica. Per ciascuna dimensione affianchiamo valori assoluti e relativi, così da far emergere anche il ruolo di atenei medi e piccoli che i soli numeri assoluti tendono a nascondere.

 

La variabile attraverso cui analizziamo il tema è quella degli immatricolati, ovvero chi si iscrive per la prima volta nella vita a un corso universitario presso un’università italiana. Sappiamo che questa scelta ha un limite importante: non include chi si iscrive alle magistrali provenendo dall’estero, che rappresentano la quota più consistente di studenti internazionali. Tuttavia, per condurre analisi più dettagliate, abbiamo scelto di lavorare sul dato degli immatricolati che è l’unico che consente approfondimenti più ampi.

 

Quali atenei italiani attraggono più studenti internazionali

Bocconi, Pisa e Politecnico di Torino guidano la classifica: i mega atenei non dominano

Nell’a.a. 2024/25, al primo posto per immatricolati con diploma estero si colloca Bocconi (1.256), seguita da Pisa (1.212) e dal Politecnico di Torino (1.199). Le prime tre posizioni sono dunque occupate da atenei grandi, mentre Bologna e Sapienza compaiono solo al quarto e quinto posto, rispettivamente con 1.179 e 907 immatricolati (Tab. 1). Tra i primi dieci spicca anche Camerino (601): l’ateneo più piccolo della top ten.

 

Tabella 1: Primi dieci atenei per numero di immatricolati internazionali (a.a. 2024/25)

Dimensioni ateneo Ateneo N. immatricolati internazionali
Medio Milano Bocconi 1.256
Grande Pisa 1.212
Grande Torino Politecnico 1.199
Mega Bologna 1.179
Mega Roma La Sapienza 907
Grande Firenze 900
Medio-grande Messina 849
Mega Torino 606
Mega Padova 604
Piccolo Camerino 601

 

Scendendo nel dettaglio per classe dimensionale emergono dinamiche diverse (Tab. 2). Tra i mega atenei (oltre 60.000 iscritti) il podio è composto da Bologna e Sapienza, seguiti da Torino (606) e Padova (604), in sostanziale parità; contenuti invece gli immatricolati internazionali presso Federico II. Tra i grandi atenei (30.000–59.999 iscritti) guida Pisa, seguita dal Politecnico di Torino e Firenze. Tra gli atenei medio-grandi (20.000–29.999 iscritti) spicca Messina con 849 immatricolati, significativamente sopra Pavia (540) e Tor Vergata (344). Nella fascia degli atenei medi (10.000–19.999) il primato di Bocconi si conferma ovviamente anche nella propria classe, seguita da Politecnica delle Marche (398) e Trieste (333). Tra i piccoli atenei (meno di 10.000 iscritti) al primo posto c’è Camerino (601), seguita da Luiss (450) e Cassino (367).

 

In valore relativo emergono atenei specializzati e vocazioni strutturali

I valori assoluti raccontano solo una parte della storia. Osservando il peso degli immatricolati internazionali sulla base studentesca, la classifica cambia sensibilmente. Al primo posto si colloca Perugia Stranieri (55%), seguita da Roma Saint Camillus (47%) e Siena Stranieri (44%). Si confermano anche Bocconi (41%) e Camerino (40%), già presenti nella top ten per valore assoluto. Completano le prime dieci posizioni Humanitas University (35%), Pollenzo Scienze Gastronomiche (30%), Cassino (25%), Politecnico di Torino (22%) e Reggio Calabria Dante Alighieri (20%) (Tab. 3).

Una precisazione su Reggio Calabria-Dante Alighieri: l’ateneo ha registrato appena cinque immatricolati nell’ultimo anno accademico, un volume che rende poco significativa la quota percentuale degli internazionali. Escludendo questo caso, entrerebbero in top ten, praticamente appaiate, Messina (18,5%) e Luiss (18,3%).

 

Tabella 2: Primi cinque atenei per numero di immatricolati internazionali in ogni classe dimensionale (a.a. 2024/25) (1)

Ateneo (per dimensione) Immatr. Int.
MEGA ATENEI
Bologna 1.179
Roma La Sapienza 907
Torino 606
Padova 604
Milano 502
Napoli Federico II 91
GRANDI ATENEI
Pisa 1.212
Torino Politecnico 1.199
Firenze 900
Milano Cattolica 504
Milano Politecnico 473
ATENEI MEDIO-GRANDI
Messina 849
Pavia 540
Roma Tor Vergata 344
Perugia 325
Parma 290
ATENEI MEDI
Milano Bocconi 849
Marche 540
Trieste 344
Piemonte Orientale 325
Roma Marconi (tel.) 290
ATENEI PICCOLI
Camerino 601
Roma Luiss 450
Cassino 367
Roma Saint Camillus 340
Humanitas (MI) 172

 

Tabella 3: Primi dieci atenei per quota di immatricolati internazionali sul totale degli immatricolati (a.a. 2024/25) (2)

Ateneo (Dimensione) Immatricolati internazionali Totale immatricolati % internazionali
Perugia Stranieri (Piccolo) 77 139 55%
Roma St. Camillus (Piccolo) 340 725 47%
Siena Stranieri (Piccolo) 155 356 44%
Milano Bocconi (Medio) 1.256 3.090 41%
Camerino (Piccolo) 601 1.510 40%
Humanitas University (Piccolo) 172 488 35%
Bra Scienze Gastronomiche (Piccolo) 21 70 30%
Cassino (Piccolo) 367 1.475 25%
Torino Polito (Grande) 1.199 5.483 22%
Reggio Calabria – Dante Alighieri (Piccolo) 1 5 20%
Messina (Medio – Grande) 849 4.587 18,5%
Roma Luiss (Piccolo) 450 2.465 18,3%

 

Il confronto tra le due classifiche fa emergere un aspetto significativo (Tab. 4). Atenei come Perugia Stranieri, Siena Stranieri, Saint Camillus, Humanitas e Pollenzo non figurano tra i primi dieci in valore assoluto, ma raggiungono quote molto elevate di immatricolati internazionali. Si tratta di atenei con una vocazione internazionale strutturale, legata alla missione istituzionale o a un’offerta fortemente specializzata. Molto interessante anche Cassino, che da anni si conferma tra gli atenei più internazionali del Paese.

 

Tabella 4: Primi dieci atenei per numero assoluto di immatricolati internazionali e quota sul totale (a.a. 2024/25). In grassetto gli atenei presenti in entrambe le classifiche

Ateneo N. Immatricolati Internazionali
Milano Bocconi 1.256
Pisa 1.212
Torino Polito 1.199
Bologna 1.179
Roma Sapienza 907
Firenze 900
Messina 849
Torino 606
Padova 604
Camerino 601
Ateneo % Immatricol. Internazionali
Perugia Stranieri 55%
Roma St. Camillus 47%
Siena Stranieri 44%
Milano Bocconi 41%
Camerino 40%
Humanitas Uni. 35%
Bra Sc. Gastron. 30%
Cassino 25%
Torino Polito 22%
Reggio Cal. Dante 20%

 

Il Politecnico di Milano ha una quota di internazionali quattro volte inferiore a quello di Torino

Anche osservando la quota di immatricolati internazionali per classe dimensionale emergono aspetti rilevanti (Tab. 5). Tra i mega atenei, Bologna si distingue nettamente; negli altri atenei della fascia la presenza internazionale in termini relativi è bassa e nel caso di Federico II quasi assente. Tra i grandi atenei, il dato più rilevante è la distanza tra il Politecnico di Torino e Pisa da un lato, e atenei come Firenze, la Cattolica e il Politecnico di Milano dall’altro (Fig. 1). Tra gli atenei medio-piccoli (10.000–19.999 iscritti) compare per la prima volta un’università telematica: Uninettuno, con una quota di studenti internazionali del 10%.

 

Tabella 5: Primi cinque atenei in ogni classe dimensionale per quota di immatricolati internazionali (a.a. 2024/25)

Classe dimensionale Ateneo % imm. internazionali
Mega atenei Bologna 8%
Mega atenei Roma La Sapienza 5%
Mega atenei Padova 5%
Mega atenei Milano 5%
Mega atenei Torino 4%
Mega atenei Napoli Federico II 1%
Grandi atenei Torino Politecnico 22%
Grandi atenei Pisa 16%
Grandi atenei Firenze 8%
Grandi atenei Milano Cattolica 6%
Grandi atenei Milano Politecnico 6%
Atenei medio-grandi Messina 19%
Atenei medio-grandi Pavia 10%
Atenei medio-grandi Ca’ Foscari Venezia 8%
Atenei medio-grandi Roma Tor Vergata 5%
Atenei medio-grandi Perugia 5%
Atenei medi Milano Bocconi 41%
Atenei medi Marche 12%
Atenei medi Roma UNINETTUNO – telematica 10%
Atenei medi Trieste 10%
Atenei medi Siena 8%
Piccoli atenei Perugia Stranieri 55%
Piccoli atenei Roma Saint Camillus 47%
Piccoli atenei Siena Stranieri 44%
Piccoli atenei Camerino 40%
Piccoli atenei Rozzano (MI) Humanitas University 35%

 

Figura 1: Evoluzione della quota di immatricolati internazionali nel Politecnico di Milano e nel Politecnico di Torino (a.a. 2015/16 – 2024/25)

GRAFICO APR COPERTINA

 

 

77 atenei su 89 crescono e Pisa decuplica gli immatricolati internazionali

Un dato di contesto inquadra la direzione del sistema: degli 89 atenei che registravano immatricolati internazionali già nell’a.a. 2020/21, 77 hanno visto crescere il numero nei cinque anni considerati; solo 11 hanno registrato una contrazione.

Tra gli atenei in calo si individuano due gruppi ricorrenti: da un lato atenei di confine (Aosta, Bolzano, Trento), dall’altro atenei del Mezzogiorno (Sassari, Calabria, Napoli L’Orientale, Reggio Calabria-Dante Alighieri). Completano il quadro Bicocca, Pollenzo, Unitelma Sapienza e Genova. Per la maggior parte si tratta di piccole oscillazioni su numeri contenuti, ma il caso di Genova merita una segnalazione: l’ateneo è passato da 385 a 253 immatricolati internazionali (–34%).

Concentrandoci solo sugli atenei in crescita, per rendere significativi i tassi di crescita, abbiamo escluso dall’analisi gli atenei che nel 2020/21 non raggiungevano almeno 100 immatricolati internazionali. Il primato spetta a Pisa, che ha sostanzialmente decuplicato il numero di immatricolati internazionali, distanziando nettamente tutti gli altri. Tra i mega atenei si segnala la crescita di Padova e Bologna; tra i grandi atenei oltre a Pisa emerge Firenze. I casi di Messina e Cassino sono particolarmente significativi: pur non essendo storicamente riconosciuti come atenei a forte vocazione internazionale (a differenza di Trieste, Pavia, Perugia e Bocconi, anch’essi presenti in classifica), stanno investendo con decisione e si affermano con risultati visibili (Tab. 6).[

Non raggiungevano la soglia dei 100 immatricolati nel 2020/21, ma meritano una segnalazione, tre atenei: Politecnica delle Marche (da 36 a 398, x11), Camerino (da 73 a 601, x8) e Luiss (da 91 a 450, x5).

 

Tabella 6: Primi tre atenei in ogni classe dimensionale per crescita relativa di immatricolati internazionali (a.a. 2020/21 – 2024/25) (3)

Dimensione Ateneo N. immatricolati (a.a. 2020/21) N. immatricolati (a.a. 2024/25) Var. assoluta Var. %
Mega atenei Padova 255 604 +349 +137%
Bologna 604 1.179 +575 +95%
Roma La Sapienza 587 907 +320 +55%
Grandi atenei Pisa 168 1.212 +1.044 +621%
Firenze 323 900 +577 +179%
Roma Tre 134 250 +116 +87%
Atenei medio-grandi Messina 303 849 +546 +180%
Pavia 262 540 +278 +106%
Perugia 166 325 +159 +96%
Atenei medi Trieste 108 333 +255 +208%
Milano Bocconi 555 1.256 +701 +126%
Piemonte Orientale 158 268 +110 +70%
Atenei piccoli Cassino 165 367 +202 +122%
Roma Saint Camillus 183 340 +157 +86%
Rozzano (MI) Humanitas University 116 172 +56 +48%

 

Camerino dal 5% al 40% in cinque anni: la crescita è concentrata negli atenei medio-piccoli

Se dai valori assoluti passiamo all’evoluzione della quota di immatricolati internazionali sul totale, il quadro si arricchisce ulteriormente. Concentrando nuovamente l’analisi sugli ultimi cinque anni accademici (a.a. 2020/21–2024/25), al primo posto si colloca Siena Stranieri, con un aumento di 36 punti percentuali: la quota di immatricolati internazionali è passata dal 7% al 44%. Seguono Camerino (+35 punti percentuali, dal 5% al 40%) e Bocconi (+21 punti percentuali, dal 20% al 41%). Completano le prime cinque Perugia Stranieri (+20 punti percentuali, dal 36% al 55%) e Pisa (+14 punti percentuali, dal 2% al 16%) (Tab. 7).

Al di fuori delle prime cinque posizioni, sono da segnalare anche le crescite di Luiss (+13 punti percentuali, dal 5% al 18%), Messina (+12 punti percentuali, dal 6% al 19%), Cassino (+12 punti percentuali, dal 13% al 25%), l’Università Politecnica delle Marche (+11 punti percentuali, dall’1% al 12%) e il Politecnico di Torino (+9 punti percentuali, dal 13% al 22%).

La crescita più marcata si concentra in atenei di dimensione medio-piccola. Camerino e Cassino, che cinque anni fa avevano una presenza internazionale marginale, hanno costruito in tempi rapidi una componente internazionale strutturale. Tra gli atenei più grandi, il Politecnico di Torino ha avuto una crescita costante e progressiva, Pisa una crescita concentrata soprattutto negli ultimi due anni (dal 3% al 16%).

Messina e l’Università Politecnica delle Marche confermano una tendenza già osservata nei valori assoluti: atenei non storicamente associati all’internazionalizzazione che stanno investendo in questa direzione con risultati misurabili.

Infine una nota, Reggio Calabria Dante Alighieri è stata esclusa dalla classifica poiché il numero di immatricolati complessivi è troppo contenuto per rendere significative le oscillazioni della quota percentuale.

 

Tabella 7: Primi dieci atenei per crescita in punti percentuali della quota di immatricolati  internazionali (a.a. 2020/21 – 2024/25) (4)

Dimensioni ateneo Ateneo % imm. internazionali

(a.a. 2020/21)

% imm. internazionali

(a.a. 2024/25)

Var. punti percentuali
Piccolo Siena Stranieri 7% 44% +36 pp.
Piccolo Camerino 5% 40% +35 pp.
Medio Milano Bocconi 20% 41% +21 pp.
Piccolo Perugia Stranieri 36% 55% +20 pp.
Grande Pisa 2% 16% +14 pp.
Piccolo Roma Luiss 5% 18% +13 pp.
Medio-grande Messina 6% 19% +12 pp.
Piccolo Cassino 13% 25% +12 pp.
Medio Marche 1% 12% +11 pp.
Grande Torino Politecnico 13% 22% +9 pp.

 

In quali corsi di laurea si iscrivono gli studenti internazionali in Italia

Economia domina in valore assoluto, Edilizia e Odontoiatria in valore relativo

Passando dagli atenei alle classi di laurea e guardando ai valori assoluti, la classe di laurea che accoglie il maggior numero di immatricolati internazionali nell’a.a. 2024/25 è L-18 Scienze dell’economia e della gestione aziendale (3.226), seguita da LM-41 Medicina e chirurgia (1.678) e L-33 Scienze economiche (1.477) (Tab. 8). La presenza di Lettere (L-10) in top ten merita attenzione: è solo al diciassettesimo posto per iscritti complessivi nel sistema, eppure si colloca tra le prime dieci classi per attrazione internazionale.

 

Tabella 8: Prime dieci classi di laurea per numero di immatricolati internazionali e posizione delle classi nella classifica per immatricolati totali (a.a. 2024/25)

Classe di laurea N. immatricolati internazionali N. immatricolati totali e posizione nella classifica degli immatricolati totali
L-18 Scienze dell’economia e della gestione aziendale 3.226 38.689 (1°)
LM-41 Medicina e chirurgia 1.678 11.847 (11°)
L-33 Scienze economiche 1.477 12.534 (10°)
L-08 Ingegneria dell’informazione 1.440 19.256 (3°)
L-31 Scienze e tecnologie informatiche 1.155 10.139 (14°)
L-09 Ingegneria industriale 1.145 26.419 (2°)
L-36 Scienze politiche e delle relazioni internazionali 901 11.094 (12°)
L-24 Scienze e tecniche psicologiche 649 15.195 (7°)
L/SNT1 Professioni sanitarie, infermieristiche e professione sanitaria ostetrica 619 13.295 (8°)
L-10 Lettere 549 8.797 (17°)

Guardando alla quota di immatricolati internazionali sul totale, la graduatoria cambia radicalmente. Al primo posto L-23 Scienze e tecniche dell’edilizia (26%), seguita da LM-46 Odontoiatria (16%) e LM-41 Medicina e chirurgia (14%) (Tab. 9). Solo tre classi compaiono in entrambe le top ten: Medicina e chirurgia, Scienze economiche e Scienze e tecnologie informatiche. Classi come Edilizia, Odontoiatria, Scienze geologiche e Statistica sono percorsi in cui la componente internazionale rappresenta una quota strutturale della popolazione studentesca.

 

Tabella 9: Prime dieci classi di laurea per quota di immatricolati internazionali sul totale (a.a. 2024/25)

Classe di laurea % imm. internazionali
L-23 Scienze e tecniche dell’edilizia 26%
LM-46 Odontoiatria e protesi dentaria 16%
LM-41 Medicina e chirurgia 14%
L-28 Scienze e tecnologie della navigazione 14%
L-33 Scienze economiche 12%
L-34 Scienze geologiche 12%
L-31 Scienze e tecnologie informatiche 11%
L-17 Scienze dell’architettura 11%
L-16 Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione 11%
L-41 Statistica 10%

 

L-23 Edilizia decuplica gli immatricolati internazionali e spicca nelle classifiche di crescita

Guardando alla crescita relativa negli ultimi 10 anni (dall’a.a. 2015/16 all’a.a.2024/25) delle classi con almeno 100 immatricolati internazionali all’a.a. 2024/25 (5), il caso più eclatante è quello della L-23 Scienze e tecniche dell’edilizia, che ha decuplicato i propri immatricolati internazionali (da 28 a 307) e valore relativo sia quella per aumento dell’incidenza degli immatricolati internazionali sul totale immatricolati della classe. Una crescita di portata simile ha riguardato L-31 Scienze e tecnologie informatiche, che conferma la propria centralità nell’attrazione internazionale. Tra le prime dieci classi per crescita in termini relativi figurano anche Odontoiatria, Medicina e chirurgia, e classi non emerse nelle classifiche precedenti, come Storia, Biotecnologie e Scienze dei servizi giuridici (Tab. 10).

 

Tabella 10: Prime dieci classi di laurea per crescita relativa degli immatricolati internazionali e prime dieci per aumento della quota degli immatricolati internazionali sul totale nella classe di laurea (a.a. 2015/16 – 2024/25)

Prime 10 classi per crescita relativa di immatricolati internazionali
(a.a. 2015/16 – 2024/25)
Classe di laurea Crescita relativa
L-23 Scienze e tecniche dell’edilizia +996%
L-31 Scienze e tecnologie informatiche +941%
LM-46 Odontoiatria e protesi dentaria +875%
L-24 Scienze e tecniche psicologiche +754%
L-14 Scienze dei servizi giuridici +652%
L-42 Storia +476%
L-02 Biotecnologie +407%
L-10 Lettere +361%
L-08 Ingegneria dell’informazione +351%
LM-41 Medicina e chirurgia +350%
Prime 10 classi per aumento dell’incidenza degli immatricolati internazionali
(a.a. 2015/16 – 2024/25)
Classe di laurea Variazione pp.
L-23 Scienze e tecniche dell’edilizia +23 pp.
LM-46 Odontoiatria e protesi dentaria +12 pp.
L-31 Scienze e tecnologie informatiche +10 pp.
L-16 Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione +8 pp.
L-33 Scienze economiche +8 pp.
L-42 Storia +7 pp.
LM-41 Medicina e chirurgia +5 pp.
L-18 Scienze dell’economia e della gestione aziendale +5 pp.
L-17 Scienze dell’architettura +5 pp.
L-41 Statistica +5 pp.

 

Non tutte le classi però crescono (Tab. 11). In controtendenza, L-12 Mediazione linguistica ha perso circa un terzo degli immatricolati internazionali (da 340 a 217, –36%). In calo anche L-11 Lingue e culture moderne (–20%, da 447 a 357).

Tabella 11: Le classi di laurea che all’a.a. 2024/25 contano meno immatricolati internazionali rispetto all’a.a. 2015/16

Classe di laurea Immatricolati
internazionali
(a.a. 2015/16)
Immatricolati
internazionali
(a.a. 2024/25)
Variazione
assoluta
L-12 Mediazione linguistica 340 217 -123
L-11 Lingue e culture moderne 447 357 -90
L-26 Scienze e tecnologie alimentari 70 55 -15
L-39 Servizio sociale 48 33 -15
L-43 Diagnostica per la conservazione dei beni culturali 17 5 -12
L-38 Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali 39 31 -8
L/SNT4 Professioni sanitarie della prevenzione 13 5 -8
L-06 Geografia 11 4 -7
L-21 Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale 26 21 -5
LMR/02 Conservazione e restauro dei beni culturali 2 1 -1

I Paesi di provenienza degli studenti internazionali nelle università italiane

La Turchia ha superato la Cina al primo posto: Asia e Nord Africa dominano la top ten

L’ultima sezione dell’analisi è dedicata alla provenienza geografica degli studenti internazionali. Nell’a.a. 2024/25 il primo Paese per numero di immatricolati è la Turchia (2.161), seguita da Tunisia (1.409), Iran (1.212), Marocco (1.143) e Cina (1.024). Completano la top ten Camerun (758), Kazakhstan (694), Egitto (502), Brasile (471) e Grecia (457) (Tab. 12).

Un aspetto che emerge con chiarezza è la composizione geografica di questa classifica. Nella top ten prevalgono nettamente Paesi dell’Asia e del Nord Africa. L’unico Paese europeo presente è la Grecia, e l’unico Paese occidentale non europeo è il Brasile. La Francia, appena fuori dalla top ten con 450 immatricolati, è l’altro riferimento europeo più vicino.

In dieci anni la composizione è cambiata profondamente. Nell’a.a. 2015/16 la top ten aveva un profilo molto diverso: al primo posto c’era la Cina (966), seguita da Albania (395), Camerun (309), Francia (256) e Iran (254). Completavano la classifica Romania (203), Tunisia (189), Federazione Russa (187), Svizzera (167) e Stati Uniti (154).

L’India (tredicesima nell’a.a. 2024/25) dal 2018/19 aveva occupato sempre un posto tra le prime dieci nazioni ma dall’a.a. 2023/24 non compare più nella top ten.

 

Tabella 12: Primi dieci paesi per numero di immatricolati nel sistema universitario italiano che vi hanno conseguito il diploma (a.a. 2024/25 e 2015/16). In grassetto i paesi presenti in entrambe le classifiche.

Primi 10 paesi per n. di immatricolati nel sistema universitario italiano
(a.a. 2024/25)
Paese di conseguimento del diploma Immatricolati
Turchia 2.161
Tunisia 1.409
Iran 1.212
Marocco 1.143
Cina 1.024
Camerun 758
Kazakhstan 694
Egitto 502
Brasile 471
Grecia 457
Primi 10 paesi per n. di immatricolati nel sistema universitario italiano
(a.a. 2015/16)
Paese di conseguimento del diploma Immatricolati
Cina 966
Albania 395
Camerun 309
Francia 256
Iran 254
Romania 203
Tunisia 189
Federazione russa 187
Svizzera 167
Stati Uniti d’America 154

Il 51% degli studenti cinesi sceglie Camerino: la concentrazione varia enormemente per nazionalità

Approfondendo il dato per ciascuno dei dieci principali Paesi di provenienza, il grado di concentrazione in un singolo ateneo varia molto. Si possono individuare tre gruppi.

Nel primo gruppo troviamo i Paesi con una concentrazione molto elevata, in cui più di un terzo degli immatricolati si iscrive in un solo ateneo. Il caso più estremo è la Cina: il 51% delle persone cinesi immatricolate in Italia nell’a.a. 2024/25 ha scelto Camerino. Seguono Marocco (34% a Pisa), Egitto (35% a Pavia), Grecia (34% a Roma Marconi) e Turchia (31% al Politecnico di Torino). Il caso della Grecia merita una segnalazione ulteriore: è l’unico Paese in cui compaiono due università telematiche tra i primi atenei scelti — Roma Marconi al primo posto e Novedrate e-Campus al secondo, con il 21% (Tab. 13).

Il secondo gruppo comprende i Paesi con una concentrazione intermedia in un singolo ateneo (20–30%): Tunisia (27% a Pisa), Kazakhstan (21% a La Sapienza). (Tab. 13)
Nel terzo gruppo gli immatricolati sono distribuiti in modo più uniforme: Camerun (12% a Modena e Reggio Emilia), Iran (11% a Messina) e Brasile (il caso di maggiore dispersione) a La Sapienza con l’8%. (Tab. 13)

Nel terzo gruppo gli immatricolati sono distribuiti in modo più uniforme: Camerun (12% a Modena e Reggio Emilia), Iran (11% a Messina) e Brasile (il caso di maggiore dispersione) a La Sapienza con l’8%. (Tab. 13)

 

Tabella 13: Primi tre atenei per concentrazione di immatricolati per ogni Paese nella top ten (a.a. 2024/25)

Gruppo Paese di conseguimento del diploma Ateneo % sul totale degli immatricolati dal Paese
Alta concentrazione
di immatricolati dal Paese (più del 30%)
Cina Camerino 51%
Cina Bologna 8%
Cina Milano Politecnico 7%
Egitto Pavia 35%
Egitto Milano 6%
Egitto Piemonte Orientale 5%
Marocco Pisa 34%
Marocco Torino 12%
Marocco Firenze 10%
Grecia Roma Marconi – telematica 34%
Grecia Novedrate e-Campus – telematica 21%
Grecia Milano Bocconi 9%
Turchia Torino Politecnico 31%
Turchia Bologna 8%
Turchia Milano Bocconi 5%
Concentrazione intermedia
degli immatricolati dal Paese (tra il 20% e il 30%)
Tunisia Pisa 27%
Tunisia Firenze 23%
Tunisia Roma Tre 13%
Kazakhstan Roma La Sapienza 21%
Kazakhstan Messina 15%
Kazakhstan Cassino 10%
Bassa concentrazione
degli immatricolati dal Paese (meno del 20%)
Camerun Modena e Reggio Emilia 12%
Camerun Pisa 11%
Camerun Ferrara 11%
Iran Messina 11%
Iran Torino 11%
Iran Napoli Vanvitelli 9%
Brasile Roma La Sapienza 8%
Brasile Milano Bocconi 7%
Brasile Padova 6%

 

Da una distribuzione omogenea a una forte polarizzazione

Dieci anni fa il Paese con la maggiore concentrazione era la Francia (31% in Bocconi), un livello che all’epoca rappresentava il valore più alto. Gli Stati Uniti mostravano una dinamica simile, con il 25% degli immatricolati sempre in Bocconi. L’altro caso di concentrazione significativa era la Tunisia, con il 29% a Torino.

Tutti gli altri Paesi presentavano una distribuzione molto più uniforme: le concentrazioni elevate che osserviamo oggi non avevano equivalenti nel 2015/16. In dieci anni si è passati da un sistema in cui gli studenti internazionali si distribuivano in modo relativamente omogeneo a un sistema in cui alcune nazionalità si concentrano fortemente in singoli atenei.

Il caso dell’Iran è particolarmente interessante. Nel 2015/16 il primo ateneo per immatricolati iraniani era La Sapienza (22%). Oggi il primo posto è passato a Messina (11%) e al terzo si colloca Vanvitelli, un ateneo che dieci anni fa non compariva nella lista ma che oggi figura nella top ten degli atenei più scelti dagli immatricolati iraniani, senza avere una presenza rilevante di studenti internazionali in generale (meno del 5%). Sono dinamiche che meriterebbero un approfondimento per comprendere quali fattori come ad esempio, accordi bilaterali, offerta formativa specifica e reti di comunità, stiano orientando queste scelte.

 

Il sistema attrae di più, ma non fermiamoci ai numeri

L’analisi restituisce un sistema universitario in cui l’internazionalizzazione è in crescita: la quota di immatricolati internazionali è più che raddoppiata nell’ultimo decennio, passando dal 2,5% dell’a.a. 2015/16 al 5,5% dell’a.a. 2024/25. Un progresso significativo, ma che va letto con attenzione.

 

La prossima Nota dell’Osservatorio Talents Venture

Master universitari: come si stanno posizionando gli atenei italiani?

La formazione continua rappresenta un ambito sempre più strategico, ma con forti differenze tra atenei. Nella newsletter di maggio analizzeremo i master universitari per capire quali università attraggono di più, il peso degli studenti internazionali e il ruolo di alcuni temi emergenti, come AI e sostenibilità.

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Note

(1) La classifica dei mega atenei comprende tutti i sei mega atenei.
(2) La classifica comprende anche gli atenei di Messina e Luiss che vi entrerebbero al decimo posto se l’ateneo di Reggio Calabria – Dante Alighieri venisse escluso per volume di immatricolazioni poco significativo.
(3) Sono stati esclusi gli atenei che all’a.a. 2020/21 non raggiungevano la soglia dei 100 immatricolati internazionali.
(4) Sono stati applicati arrotondamenti alle quote percentuali degli a.a 2024/25 e 2020/21 che potrebbero portare a eventuali discrepanze tra la variazione in punti percentuali riportata in tabella e l’effettiva differenza tra le due quote.
(5) Sono state considerate le classi di laurea che nell’a.a. 2015/16 avevano già degli immatricolati internazionali e che nell’a.a. 2024/25 ne contano almeno 100.

 

Nota metodologica: Le analisi relative al sistema universitario italiano sono elaborazioni Osservatorio Talents Venture su dati MUR estratti a marzo 2026. Secondo i dati MUR, gli studenti internazionali sono gli studenti che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria superiore all’estero, a prescindere da cittadinanza, residenza o Paese di nascita. La variabile analizzata è quella degli immatricolati, ovvero chi si iscrive per la prima volta nella vita a un corso universitario presso un’università italiana. La classificazione degli atenei per dimensione si basa sul numero di iscritti complessivi secondo la seguente tassonomia: mega atenei (oltre 60.000 iscritti); grandi atenei (tra 30.000 e 59.999 iscritti); atenei medio-grandi (tra 20.000 e 29.999 iscritti); atenei medi (tra 10.000 e 19.999 iscritti); piccoli atenei (meno di 10.000 iscritti).

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