Crescere nel numero di laureati significa ampliare l’impatto formativo di un ateneo sul territorio e sul sistema Paese. Negli ultimi dieci anni, però, la crescita non è stata uniforme tra gli atenei italiani.
Per capire quali università hanno accelerato più delle altre, abbiamo analizzato i dati ufficiali del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), confrontando il numero totale di laureati per ateneo a distanza di dieci anni e calcolando la variazione percentuale nel periodo.
La classifica cambia: entrano le università telematiche
Nel 2014, le prime cinque università per numero di laureati erano tutte università tradizionali. La Sapienza, Bologna e Napoli Federico II formavano il podio, seguite da Padova e Torino.
Dieci anni dopo, lo scenario cambia in modo significativo. Nel 2024 due nuovi atenei entrano nella top 5: l’Università telematica “Pegaso” di Napoli, che conquista il primo posto, e l’Università telematica “e-Campus” di Novedrate (CO), quarta in classifica. La Sapienza, prima nel 2014, scende al secondo posto; Bologna al terzo e Padova al quinto. Napoli Federico II e Torino escono dalla classifica e diventano rispettivamente ottava e sesta.
Questo cambiamento ci segnala una dinamica chiara: negli ultimi dieci anni le università telematiche sono cresciute molto più rapidamente rispetto agli atenei tradizionali, tanto da riuscire a colmare il gap. Due elementi confermano questa tendenza.
I laureati delle università tematiche sono quasi dieci volte quelli di dieci anni fa
Se guardiamo al dato complessivo, il numero totale di laureati in Italia è cresciuto del 35%, ma le università tradizionali hanno registrato un incremento del solo 13%. In altre parole, la crescita non è stata omogenea, ma trainata da un segmento specifico del sistema universitario.
Tra le prime dieci università che hanno aumentato maggiormente il numero di laureati, otto sono telematiche
In testa alla classifica degli atenei per tasso di crescita nell’ultimo decennio troviamo tre università telematiche, che registrano dei veri e propri salti dimensionali:
- Universitas telematica Mercatorum di Roma, che passa da 32 laureati a quasi 13 mila in dieci anni
- Università telematica “Italian University line” (IUL) di Firenze, che cresce da 5 a 282 laureati
- Università telematica “San Raffaele” di Roma (già “UNITEL”), che da 66 arriva a quasi 3 mila laureati
La dinamica è coerente anche guardando agli atenei telematici di dimensioni maggiori, che nel frattempo hanno scalato la classifica per numero assoluto di laureati. Pegaso passa da poco meno di 2 mila laureati nel 2014 a oltre 30 mila nel 2024; e-Campus cresce da 812 a più di 18 mila.
Siena Stranieri e Milano IULM le prime non telematiche
Non mancano però le eccezioni tra gli atenei tradizionali. Nella top ten delle università con la crescita più elevata compaiono anche l’Università per stranieri di Siena, che registra un incremento del 115%, e la Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) di Milano, con un +111%. Entrambe, nell’arco di dieci anni, hanno più che raddoppiato il numero di laureati.